Diario: il faccendiere

Casu 3/2017 – Il faccendiere – Voce narrante:

mentre calavano le prime luci di Bogart City, un urlo ruppe il silenzio e la tovaglia che si trovava appesa nel balcone della signora Lia. Era l’urlo di Chen, quello che invano cercava di terrorizzare tutto l’occidente, ma che nel frattempo si faceva una camomilla per calmare la sua ansia galoppante:

– Plego, tu dile, come fale a capile, se tu non capile io lipeto.

Poteva stare pure un giorno intero a parlare che tanto non l’avrei capito lo stesso e la traduzione fatta da Piras non faceva altro che peggiorare la situazione.

– Piras: sta celcando di dilci che qualcuno l’ha tluffato.

– Ma benedetto ragazzo, lei sta cercando di tradurre, ed io sto cercando di capire lei, che sta cercando di tradurre, non facciamo prima a utilizzare uno di quei traduttori simultanei?

– Ispettore, ottima idea, fece Piras, io vorrei essere come lei, ha sempre tante idee per la testa… e poi a me le sue idee non vengono.

Pensai fra me e me, “è per questo motivo che io sono ispettore invece lei è solo un vice”… ma questo glielo risparmiai perché come alla Conad ogni 3 per due ti regalano una bustina di figurine calciatori Tramezzini di Modena.

La faccenda è seria, infatti, così seria che non accennò neanche ad un leggero sorriso. Avrei dovuto indagare su un tale chiamato Faldin Tru, di lontane origini venete da parte di madre, invece di origini sarde da parte di padre, imparentato con i Pau, con gli Etzu e con i Seu, tutte famiglie di parte: si facevano sempre i loro interessi!

Poche erano le notizie su questo truffatore, ma di certo si sapeva che era famoso ed inafferrabile, inattaccabile ed irresistibile, ma senza impermeabile (che solo io possiedo), in poche parole: era un faccendiere!

Il nostro faccendiere era noto per le faccende che combinava, quelle che gli riuscivano meglio erano le faccende domestiche in casa delle sue amanti. Dalle quali portava via tutti gli animali robotizzati e anche quelli più preziosi in carne e ossa.

Su questi animali c’è un buon mercato e alcuni di questi sono pagati a peso d’oro. Tranne quello di prima che a causa della sua magrezza lo pagavano sulla fiducia.

Per me il signor Faldin era una vecchia conoscenza, aveva 90 anni ma ne dimostrava 16. Certo che oggi la chirurgia estetica fa passi da gigante. Però nonostante gli aggiustamenti col botox lui per me rimaneva lo stronzo di sempre.

Non riuscimmo mai a beccarlo con le mani nel barattolo della marmellata, solo una volta lo beccai con il mignolo dentro il barattolo di miele e l’altro nel barattolo della conserva mentre cercava di convincerli ad acquistare un’assicurazione sulla vita.

Era capace di tutto. Come quella volta che riuscì a vendere un corso di Tele-cinesi a un istituto per ciechi di Pechino. Solo dopo un anno capirono che il corso per loro sarebbe stato inutile e che in futuro più che un corso si sarebbero dovuti affidare ad un vicolo cieco.

Subì una denuncia per questo smise di dedicarsi alle tele per dedicarsi alla radio, infatti, lì decise di vendere corsi per mimo. Questo corso riuscì a venderlo a tutti i dj delle radio locali, tranne che a quelli della radio nazionali, perché da tutti considerati più furbi.

Un’altra volta fu denunciato perché durante le sue esibizioni canore era stonato. Durante le mie indagini scoprii che prima di esibirsi si faceva almeno 3 canne. E in quel locale con tutto quel fumo gli spettatori lo scambiavano per Jessica Rabbit così che lui riusciva alla fine a portarsi via tutti i portafogli degli spettatori intenti a guardargli le tette che non erano le sue.

Pensate che quando nacque, appena vide l’ostetrica le disse:

– tu hai due figli ma non ti sei mai sposata perché tutti ti stanno alla larga, infatti, ti puzza l’alito.

Come avrete capito, già da piccolo era un faccendiere, nel senso che si faceva le faccende degli altri: sembrava nato per questo.

Aveva fatto piangere talmente tanta gente che una addirittura pianse mari di fiumi.

– Ma che significa? Fece il mio assistente Piras che come al solito non mi assisteva proprio per niente. Aveva invece assistito alla traduzione del cinese che nel frattempo aveva messo in cella di isolamento, la stessa dove tenevamo tutti i nastri delle registrazioni e i nastri isolanti, che nel frattempo si erano isolati da tutto e da tutti.

– Significa, dissi, che ha fatto piangere così tante persone, che con le loro lacrime hanno sconfitto la siccità in Sardegna. Da allora è stato eretto alla gloria degli altari.

– Ispettore lei sta diventando ogni giorni più colto ma come fa?

Ora devo solo capire, se Piras intendesse dire colto in senso di cultura generale, oppure se stesse continuando a parlare la lingua del cinese che ormai si trovava in isolamento con la sua camomilla oramai trasformatasi in ghiacciolo per canarini. Su questo caso avrei investigato più tardi.

Ora che ci penso, il signor Faldin quando io ero un poliziotto alle prime armi, infatti avevo in dotazione un fucile ad elastico una fionda e una cerbottana per difendermi, facevo tutto con ingenuità e lui lo arrestai proprio in quel periodo. Ero talmente ingenuo che quando mi restituì le manette dicendomi che non funzionavano bene io le presi e le portai in assistenza perché ancora in garanzia e a lui restituii persino i soldi.

A pensarci bene, quelle manette portate all’assistenza risultarono perfettamente funzionanti e i soldi che gli resi non erano i suoi bensì i miei. Non feci in tempo a chiedere la prova d’appello, che lui era già sparito!

Da allora le nostre strade continuano ad incrociarsi, ma lui che all’incrocio sta sempre alla mia destra sono costretto a dargli la precedenza quindi a farlo passare. Prima o poi lo beccherò allo Stop!

Voce narrante: ancora una volta l’ispettore Casu ha tolto un malvivente dalla strada per metterlo in una piazza.

Prossimamente un’altra indagine dell’ispettore Casu vi farà palpitare le papille gustative.

1 commento su “Diario: il faccendiere

  1. Con tanta attesa e curiosità aspetto la prossima vicenda.. interessante il pacchetto multinazionale di personaggi all’interno della storia che con cognomi diciamo sardi.. parlano cinese o credo altre lingue..

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